Rebeca, opulenta nella carne come nella voglia di vendetta
Protagonista di questo romanzo dello scrittore Alonso Cueto — il primo tradotto in Italia — è Rebeca, una donna chiaramente ispirata alle creature dell'artista colombiano Fernando Botero: in sostanza un mostro. E non soltanto perché il suo corpo è enorme, ma perché sconfinato è il suo desiderio di vendetta, immensa la cattiveria, grandissima la ricchezza, inarrestabile la fame, soprattutto di dolcetti al cioccolato. È la «Donna Balena» che incontra, non certo per caso, dopo 25 anni Veronica, l'unica delle sue compagne di scuola con cui era riuscita a stringere un legame, lei bambina grassa a cui fin dalle elementari i compagni cantavano in coro: «Rebeca, Rebaca, grande e grossa come una vaca».
Veronica era perfino andata spesso nella sua casa ad ascoltare i dischi della Callas e di Cat Stevens, a scambiarsi confidenze e libri. «Era una delle amiche che più avevo amato», si dirà con stupore Veronica, bella, giornalista famosa, che ha un marito e un adorato figlio quindicenne. Anche un amante. E si domanda come può essere diventata adesso l'oggetto delle più orride persecuzioni della sue ex amica, che la pedina, la spia e riesce perfino a intromettersi in ogni suo momento di vita, di lavoro, di famiglia, perfino di intimità. La verità è che un segreto lontano e terribile lega le due donne, il cui ricordo incatena inesorabilmente una all'altra. Ma uno strano, inquietante fascino si sprigiona dal mostro, capace di coinvolgere tutti quelli che vengono a contatto con lei. Fascino che le permette di arrivare indisturbata fino a compiere il gesto estremo che sarà insieme di vendetta, di odio estremo e, misteriosamente, anche di amore estremo. Una storia di resa dei conti ben costruita, e tuttavia di un genere che si potrebbe anche definire granguignolesco.
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